Delfini, i signori delle onde

“Raffinatissimo, complesso, flessibile, altamente sviluppato, e per molti versi interessante ”. Questi termini sono solo alcuni di quelli utilizzati per descrivere il linguaggio dei Delfini.
Il loro sistema comunicativo ha diverse funzioni ed è composto da miriadi di vocalizzi che vanno dagli infrasuoni agli ultrasuoni fatto di schiocchi, fischi e suoni quasi umanamente impercettibili.
A partire degli anni ’60 vennero effettuati diversi studi per riuscire a dare risposta a quello che risultava ancora essere il misterioso linguaggio dei Delfini. Da allora, quello che i ricercatori scoprirono risultò essere oltre le aspettative; perché questi mammiferi, oltre a comunicare tra loro attraverso un sofisticato sistema, strutturato all’interno delle loro teste, risultarono trovarsi in perfetta armonia con la frequenza, che secondo la Risonanza Fondamentale di Schumann, risulta essere il battito fondamentale del nostro pianeta.
Segnali sonar
I delfini possiedono un sistema sonar che permette loro oltre che a comunicare, a percepire l’ambiente subacqueo dove la visibilità è limitata nelle sue caratteristiche; la stima della distanza dall’oggetto è ottenuta misurando il tempo trascorso dall’ emissione del suono e il ritorno degli echi. L’alta conducibilità dell’acqua permette agli ultrasuoni di propagarsi su lunghe distanze e di aggirare gli ostacoli con poca dissipazione così da poter essere uditi anche a decine di miglia di distanza consentendo agli individui di un branco di rimanere uniti anche se lontani. Grazie all’utilizzo di 47 idrofoni, un recente studio ha ora scoperto che questi cetacei sono in grado di inviare simultaneamente due segnali sonar di diversa frequenza in due diverse direzioni.
Il linguaggio tramite ultrasuoni, detti anche segnali sonar o di ecolocalizzazione, risulta essere per questi mammiferi il più complesso da imparare, tanto da necessitare un apprendimento, che inizia già all’interno del ventre della madre <<ove i suoni si propagano quasi allo stesso modo che nell’oceano>> (Cnr) per essere portato a termine verso i 4 anni di età.
Gli schiocchi
In base a diversi studi gli schiocchi, chiamati anche click, sono direzionali e vengono utilizzati per individuare cibo e predatori. Sono suoni che vengono prodotti in successione, mai uno solo; in base alla velocità possono generare latrati, guaiti e ringhi e vengono lanciati nella direzione in cui punta la loro testa. Esistono click a bassa frequenza, che localizzano gli oggetti che a causa della distanza non si riescono a vedere e quelli ad alta frequenza, che vengono utilizzati nella distanza ravvicinata.
I fischi
I fischi, detti anche vocalizzazioni, non sono direzionali. Grazie alla loro frequenza di 20kHz sono facilmente udibili; appaiono come delle grida spontanee da cui si possono capire gli stati emotivi del cetaceo. Vengono utilizzati come richiami di contatto in quanto determinano l’identità dello stesso attraverso un fischio firma.
Si deduce che il linguaggio strutturato serva ai delfini per andare incontro alla loro natura di animali sociali, quindi all’esigenza intrinseca di creare e mantenere legami.
COME VENGONO GENERATI, TRASMESSI E RICEVUTI I SEGNALI
Per comunicare i cetacei non utilizzano muscoli o bocca; l’organo di localizzazione si trova all’interno della testa.
I suoni vengono provocati dal passaggio di aria dalle ossa delle narici attraverso le labbra foniche[ che dopo aver oltre passato un osso concavo del cranio per raggiunge il Melone che come una lente acustica permetterà di focalizzare e modulare i suoni dal fascio variabile fino a 800 vibrazioni al secondo.
Diversamente da alcuni sonar che hanno un raggio d’azione estremamente limitato, il biosonar agisce su molteplici ricevitori.
Le eco vengono ricevute prima dalla mandibola, il grasso depositato nella mascella inferiore invia le vibrazioni dell’eco all’orecchio interno.
I DELFINI E LA FREQUENZA TERRESTRE
Pur non potendo essere uditi, molte persone avvertono la presenza degli infrasuoni come una vibrazione che attraversa loro il corpo.
Gli infrasuoni emessi dai delfini hanno frequenza di 8 Hz. Solo alcuni animali hanno la facoltà di percepirli. Questa frequenza risultata essere profondamente benefica per l’uomo. Essa accompagna il cervello e il sistema biomolecolare verso la propria natura in quanto è la stessa presente nel campo tellurico della Terra. Viene riconosciuta dal cervello e agisce come equilibratrice del sistema nervoso agendo sul metabolismo cellulare anche a fini terapeutici nelle persone in stato neuro-vegetativo. Hanno anche facoltà di stimolare le onde cerebrali di tipo Alfa e Theta, che associate uniscono i due emisferi celebrali, permettendo di migliorare l’equilibrio psico-fisico e di incrementare la produzione di endorfine. Utile no?
Sostenitore di questa teoria, pare essere anche lo stesso Albert Einstein. Egli stesso tenne a precisare quanto, alla base la sua Teoria della Relatività, vi fu proprio l’utilizzo della sincronicità bi-emisferica che permise lui quella maggiore espansione delle facoltà cerebrali.

 

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